FORMULA E, ORA TOCCA ALLA GEN4

Testo e foto MARCO FERRERO

 

 

La vittoria finale di Pascal Wehrlein segna la fine dell’epoca delle vetture cosiddette di GEN3, stante come a partire dalla prossima edizione del campionato si passerà a quelle di GEN4, che si è già avuto modo di ammirare nella loro presentazione durante il campionato, e le cui prestazioni andranno a rendere ancor più competitiva questa serie.

Progettata per ottenere maggiori prestazioni, nel contempo con una migliorata efficienza ed un occhio alla sostenibilità, incrementata a confronto con la precedente GEN3 Evo, la nuova macchina certamente guarda ad un campionato ancor più competitivo ed impegnativo; rispetto alla GEN1 con la quale la serie è nata, si parla realmente di un’evoluzione che non ha pari nel motorsport.

Volendo dare un’occhiata ai numeri chiave delle prestazioni di queste nuove vetture, si evidenzia quanto segue:

  • Potenza: 450kW (603 CV) in configurazione “normale” di gara, con punte di 600kW (815 CV) nelle fasi di Attack Mode e durante le qualifiche, con un incremento del 71% rispetto alla GEN3,
  • Accelerazione: 0-100 km/h in ~1.8 seconds, 0-200 km/h in 4.4 seconds,
  • Velocità massima oltre 335 km/h (208 mph),
  • Peso vettura 954 kg senza pilota, superiore alla GEN3 causa batterie più grandi e nuove strutture di sicurezza,
  • Batteria di 55 kWh fornita da Podium Advanced Technologies, capace di 700kW di frenata rigenerativa, con un recupero di circa il 50% dell’energia necessaria durante la gara,
  • Trazione a quattro ruote motrici permanenti, la prima nelle competizioni di vetture a ruote scoperte,
  • Due configurazioni aerodinamiche utilizzabili a seconda dei circuiti od in funzione se ci si trovi in qualifica od in gara,
  • Pneumatici di maggiori dimensioni (295 mm anteriori, 330 mm posteriori) con una mescola dedicata in caso di pioggia; pneumatici prodotti con il 65% di materiali riciclati e rinnovabili,
  • Sostenibilità: telaio riciclabile al 100% con almeno il 20% di fibra di carbonio riciclata.

Un occhio ai cosiddetti “key numbers”, confrontati con quelli delle versioni precedenti, indica la seguente evoluzione:

 

Se l’evoluzione tecnica ha portato le vetture di Formula E ad avere prestazioni ormai simili a quelle delle Formula 2, non ancora simili a quelle delle Formula 1, ma molto probabilmente non è quello il target di riferimento tecnico e prestazionale cui la serie punta, questa evoluzione guida a che sempre di più le vetture di Formula E gareggeranno in circuiti permanenti, un po’ il contrario di quella che è la tendenza cui la Formula 1 guarda, un trend che se da un lato “snatura” il focus con il quale la serie è nata ed è stata proposta dall’altro trova piena giustificazione nel fatto che nessuna città potrebbe garantire standard di sicurezza adeguati per le prestazioni di queste vetture.

 

 

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