DI PAOLO CICCARONE

BUDAPEST – Un giro è stato sufficiente per gettare tutto nel caos e non capirci più niente. Il giro in cui Verstappen è andato in testacoda, Hamilton ha rallentato convinto di essere in pole position con la Ferrari e il tempo per capire che Lando Norris aveva beffato tutti. A partire proprio da Lewis per 12 millesimi. E poi la beffa: Hamilton sotto inchiesta per aver ostacolato Piastri, quinto con la seconda McLaren, proprio nell’ultimo giro buono.
E alla fine la certezza è della pole di Norris, nonostante qualcuno avesse messo in dubbio il giro per le bandiere gialle di Verstappen, una Ferrari in prima fila, Hamilton o Leclerc, subito dietro e terzo nei tempi ma in odore di promozione per l’errore di Lewis su Piastri, e poi il leader del campionato: Kimi Antonelli che dal quarto tempo, seconda fila, cercherà di limitare i danni su una pista dove altri hanno fatto meglio della Mercedes, chiedere a Russell, settimo tempo, fermato all’ultimo giro per un problema tecnico.

E pensare che Hamilton aveva pure chiesto via radio al box se Piastri fosse nel giro lanciato e invece gli hanno detto solo delle bandiere gialle, inducendolo in errore tanto che si è pure fermato sulla piazzola n.1 convinto di essere in pole position, sarebbe stata la 10 su questo circuito che ama particolarmente. Invece no. Prima lo spostamento in P.2 per 12 millesimi, poi la doccia fredda con Piastri con quest’ultimo particolarmente furioso: “L’ho visto all’uscita dell’ultima curva, l’ho seguito con lo sguardo convinto che si sarebbe spostato e invece me lo sono trovato davanti proprio all’ultimo. Un peccato perché qui la McLaren va molto bene come ha dimostrato Norris e avrei migliorato la posizione”.

Per Norris una pole importante per lo spirito e perché dimostra che la McLaren qualche passo in avanti lo ha fatto. Per lui la soddisfazione del miglior crono nel secondo settore, quello guidato, dove l’aerodinamica e il telaio fanno la differenza. Questa pista, col basso recupero energetico, avrebbe dovuto essere la favorita per la Ferrari e in effetti a vedere i tempi segnati nei due giorni di prove libere, l’impressione era confermata dai fatti. Poi spunta una McLaren, la Mercedes seppure lenta sul giro secco ha mostrato un passo gara migliore e alla fine si giocherà tutto in gara, con una prima curva delicata e una strategia che col caldo magiaro, il circuito è in una conca…, rischia di far degradare molto le gomme e quindi la gestione degli pneumatici sarà fondamentale.

Peccato per Verstappen che non ha potuto completare il suo giro veloce, ma pesano i 7 decimi di distacco da Norris che fanno capire molto sul livello della Red Bull. Ora non resta che capire la strategia: Leclerc si è lamentato di non avere le gomme nuove soft e medie ma solo quelle usate, strano visto l’andamento dei due giorni di prove libere. Sarà una incognita da mettere in conto con la rabbia di Hamilton che aveva già sentito odore di vittoria… Ma conoscendolo qualcosa in gara la inventa di sicuro.



