Sfida decisiva in Bahrain per le Ferrari 499P

Comunicato FERRARI

 

L’epilogo del FIA WEC 2025 va in scena sul tracciato di Sakhir, sede dell’ottavo round stagionale, la 8 Ore del Bahrain. Una gara decisiva per il Cavallino Rampante che si presenta in Medio Oriente difendendo la leadership in entrambe le classifiche iridate.

Grazie ai risultati brillanti sinora ottenuti dalle 499P numero 50 e 51 della squadra ufficiale Ferrari – AF Corse, Ferrari è prima nella classifica del Campionato del Mondo Costruttori, mentre la graduatoria Piloti vede primi Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi, che condividono la 499P numero 51, davanti all’ufficiale Ferrari Yifei Ye, insieme a Robert Kubica e Phil Hanson, che gareggiano con la 499P numero 83 iscritta da AF Corse.

L’atto determinante dell’annata si disputerà sabato 8 novembre: la bandiera verde è prevista alle 14.00 (orario locale; 12.00 CET).

La pista. Tradizionale sede dell’evento finale della stagione del FIA WEC, il Bahrain International Circuit, inaugurato nel 2004 in località Sakhir, misura 5,412 chilometri e include 15 curve. Il tracciato si caratterizza per un layout unico tra quelli inseriti nel calendario iridato per il fatto di alternare lunghi rettilinei, in ogni settore del circuito, alternati e curve dal raggio e velocità di percorrenza differenti; gli impianti frenanti sono particolarmente sollecitati su questa pista, dove le temperature, inoltre, possono variare sensibilmente tra la partenza e il traguardo, che avviene ben oltre il tramonto, con i riflettori accesi.

La storia. Ferrari ha firmato otto successi di classe – con vetture GT – nel contesto del Mondiale Endurance sulla pista del Bahrain, divenuta in pochi anni un punto di riferimento per le competizioni in Medio Oriente. L’ultima in ordine di apparizione risale al 2024 quando la 296 LMGT3 di Vista AF Corse s’impose con l’equipaggio formato dal pilota ufficiale Ferrari Alessio Rovera, insieme a Simon Mann e François Heriau; lo scorso anno, invece, le 499P terminarono 11esima e 14esima rispettivamente con gli equipaggi numero 50 e 51.

Le classifiche. Alla vigilia di una prova che mette in palio nel complesso 66 punti (38 al primo classificato, 27 al secondo, oltre a 1 punto per la pole position), Ferrari si conferma in testa al Campionato del Mondo Costruttori con 204 punti, con un margine di 39 e 61 lunghezze rispetto al secondo e al terzo posto. Pier Guidi-Calado-Giovinazzi sono primi nel Campionato del Mondo Piloti con 115 punti, 13 in più di Ye-Kubica-Hanson, e 21 rispetto all’equipaggio terzo in graduatoria.

Il programma. L’azione in pista entra nel vivo da giovedì 6 novembre con due sessioni di prove libere, entrambe di 90 minuti, a partire dalle 12.15 e dalle 17.00; venerdì 7 si disputeranno le prove libere 3 (12.00-13.00), le qualifiche (dalle 16.40) e la Hyperpole (dalle 17.00) della classe Hypercar. Sabato 8 novembre la gara scatterà alle 14.00 terminando alle 22.00 (orari locali). Il giorno successivo, domenica 9 novembre, a Sakhir sarà organizzato infine il Rookie Test.

 

     

 

Alte velocità e frenate decise caratterizzano il Bahrain International Circuit, sede dell’appuntamento conclusivo del FIA World Endurance Championship. Sul tracciato, lungo 5,412 chilometri, le vetture raggiungono velocità di punta intorno ai 300 km/h. La gestione delle gomme è un punto-chiave sulla pista di Sakhir che, per caratteristiche tecniche, sottopone pneumatici e impianti frenanti a un notevole stress. “Il circuito del Bahrain è molto duro, sia per le vetture sia per il pilota, ma permette di effettuare molti sorpassi, una caratteristica rende la gara divertente” spiega Antonio Giovinazzi, che condivide con Alessandro Pier Guidi e James Calado la 499P numero 51.

Un contesto unico nel panorama del FIA WEC. “La pista di Sakhir si distingue da tutte le altre – prosegue il pilota italiano –. Tra gli elementi-chiave vi sono le temperature e la luminosità variabili, considerato che si inizia in pieno giorno e si termina ben oltre il tramonto, con aria più fresca e sotto i riflettori accesi”. La 8 Ore del Bahrain, da tradizione, collocandosi al termine della stagione iridata ha permesso al pubblico di assistere a gare molto combattute. “I punti in palio sono fondamentali – prosegue Giovinazzi – e il fatto che vi siano tanti punti di sorpasso rende la corsa molto movimentata. Il pubblico può così assistere a uno spettacolo notevole, e anche noi piloti ci divertiamo”.

La combinazione tra alte velocità e notevoli frenate è un altro fattore caratteristico del Bahrain International Circuit. “Basti pensare al rettilineo di partenza, molto lungo, dove raggiungiamo velocità altissime e arriviamo a curva 1 passando dalla settima alla prima marcia. Si tratta di una curva molto lenta dove in uscita è difficilissimo gestire la trazione” spiega nel dettaglio il pilota vincitore della 24 Ore di Le Mans del Centenario, nel 2023. “Anche in curva 4 la trazione va gestita al meglio considerato il cambio di pendenza che porta, in discesa, a prepararsi verso curva 5, la più veloce di tutte, seguita in successione da curva 6 e 7, dove è fondamentale attaccare i cordoli”.

Tra gli altri punti nevralgici di Sakhir Giovinazzi sottolinea “curva 8, con una frenata in discesa dove è facile bloccare le ruote”, e curva 12, “che in qualifica si percorre a pieno gas, mentre in gara è necessario gestire la velocità al meglio per evitare di sottoporre le gomme a un eccessivo degrado”.

 

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